Sul materiale didattico

Avrete notato leggendo le pagine di questo sito che specialmente nella categoria “materiale didattico” il tono è il piuttosto colloquiale; pur trattando argomenti che necessiterebbero di rigore logico matematico cerco di non appesantire il discorso con un formalismo matematico cui i miei quattro lettori potrebbero essere poco avvezzi; queste note infatti non hanno la pretesa di costituire un testo organico e nemmeno di essere un riferimento autorevole; piuttosto vogliono riprendere il tono parzialmente informale che si assume quando si cerca di mettere a proprio agio chi sta cercando di apprendere nozioni nuove, ovvero quello che potrebbe essere usato durante le spiegazioni in una esercitazione dove ci si deve “sporcare le mani” mettendo a frutto le nozioni teoriche acquisite durante le lezioni.

L’informalità dell’esposizione spesso implica che il rigore scientifico e l’esattezza dell’esposizione siano perlomeno inizialmente allentati, dando per sottintese o taciute condizioni al contorno ed ipotesi che seppur necessarie renderebbero faticosa l’esposizione.

Certo ci sono giganti della scienza che sono riusciti a non usare neanche una formula matematica in un intero trattato, come Cartesio ne Principia philosophiae ed ovviamente io non ho il genio di Cartesio percui quello che leggete in questo sito non può avere la statura di un trattato scientifico.

E tuttavia l’ingegnere o chi si diletta di calcoli strutturali deve balbettare qualcosa di comprensibile in matematica se è vero che

La mathematica è l’alfabeto in cui Dio à scritto l’Universo. (Galileo Galilei)

Inoltre nello scrivere queste note mi sono reso conto di quanto sia vera la massima spesso attribuita erroneamente ad Albert Einstein:

If you can’t explain it simply, you don’t understand it well enough Se non riesci a spiegarlo semplicemente non l’hai capita a sufficienza1

Pertanto se non riuscite a capire quello che ho scritto probabilmente non siete voi a non capire, ma io che non riesco a spiegarla con semplicità. Nel caso ogni commento e richiesta sono bene accetti.


  1. Gira anche un’altra versione, ovvero “Se non riesci a spiegarla a tua nonna vuol dire che non l’hai capita a sufficienza”. Questa versione è figlia di un tempo passato in cui le vecchie generazioni erano spesso molto meno acculturate delle successive tanto che i nonni erano analfabeti. Negli stereotipi dei secoli andati la nonna era una persona semplice e poco istruita. Sempre che non si chiamasse Ada Lovelace o Mary Sommerville o Marie-Sophie Germain nel qual caso avrei due o tremila cosette da imparare anche io  

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