Paolo Redaelli personal blog

La gabbia digitale: la teoria dell’infrastruttura

Mi piacerebbe avere la vostra opinione su questo pezzo di Luca Oleastri che ha pubblicato su Facebook1:

LA GABBIA DIGITALE: LA TEORIA DELL’INFRASTRUTTURA

L’infrastruttura digitale è diventata la condizione materiale dell’esistenza civile e il sistema digitale è progettato per rendere l’uscita da esso un atto di auto‑annientamento sociale.

E’ una gabbia non perché limita, ma perché definisce il perimetro del possibile.

La disconnessione totale è impraticabile in una società dove l’accesso ai diritti, al lavoro, ai servizi sociali anche minimi, alla sanità e alla comunicazione è mediato da infrastrutture digitali proprietarie, nemmeno governative ma di società di capitale private con una loro agenda politica ancor prima che economica.

Il sistema è progettato per rendere l’uscita un atto di auto-esclusione sociale e civile. La “gabbia” è, per definizione, senza uscite non punitive.

Inoltre anche l’avvelenamento dei dati o la resistenza semantica individuale (metodi adatti a pochi) non spostano gli equilibri di un sistema che ragiona su scale di miliardi di utenti.

La resistenza individuale non ha massa critica perchè il sistema opera su scala statistica e la singola deviazione è solo rumore che viene assorbito e usato per migliorare la resilienza del modello. La resistenza appunto non scardina il modello, ma lo rafforza fornendo dati a cloud, algoritmi di ranking, algoritmi di predittivi, database centralizzati ed altro su ciò che sfugge alla norma standard, creando così nuovi standard predittivi.

La singola non-conformità viene processata come rumore statistico o come un caso studio per migliorare la resilienza dell’algoritmo stesso.

In pratica non esiste azione “liberatoria” dentro un’infrastruttura fatta solo per contenere tutto e non esiste emancipazione interna.

Il sistema non è più una scelta tecnologica, ma il prerequisito biologico e civile.

Qualsiasi altra azione all’interno del sistema è una gestione del danno o un atto di testimonianza intellettuale, ma non risolve il legame strutturale tra utente e algoritmo.

Si può solo raccontarsi la menzogna di essere indipendenti da tutto ciò.

Siamo dipendenti sistemici.

Non si tratta di una scelta psicologica (dipendenza da social), ma di un prerequisito civile.

E questa dipendenza non è psicologica ma infrastrutturale.

  1. gli ho chiesto tempo addietro di prendere in considerazione il Fedeverso, ma pare non ne voglia sapere. ↩︎

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.